# lecture # diy # Inhabit

Architecture for the people by the people.


Alastair Parvin, WikiHouse Community.

# more # lecture

LECTURE: BIG

Un continuamento “pragmaticamente utopico”, talvolta realizzato, delle idee, fuse in chiave ultracontemporanea, di Le Corbusier, Robert Venturi, Guy Debord, Aldo Rossi, Rem Koolhaas e tanto altro del ‘900. Una lettura impostata sul modello dell’advertising: comunicare idee con estrema efficacia, per persuadere. Copywriter art-director e account. Tutto in un’unica persona: Bjarke Ingels.

Il suo modo di fare architettura, di certo non troppo vicino ai temi di questo blog ma nemmeno così lontano, non è ignorabile. Il finale ricorda Maurizio Crozza nei panni dell’architetto Fuffas. Il linguaggio che utilizza BIG è però fresco e convincente, attualizzato sui media e gli scambi contemporanei, rispetto a quello della parodia del comico.

# waste # recycling # reuse

ROTOR
Learning from Brussels.

Michael Ghyoot e Maarten Gielen, membri del collettivo Rotor, investigano il processo di gestione dei rifiuti edili e il loro ciclo di vita a Brussels e nei suoi sobborghi.

Tutte le informazioni: http://rotordb.org

# less # substraction # reduce

Yasuni-ITT Initiative. 


Preziosa iniziativa promossa nel 2007 dal governo dell’Ecuador, sotto la presidenza di Rafael Correa e tuttora in corso di sviluppo.

In sintesi che più sintesi non si può, si tratta di un programma di rinuncia di estrazione petrolifera per un totale di 846 milioni di barili, stimati in 7,2 miliardi di dollari, in cambio del 50 % del valore (3 miliardi), da finanziare tramite il supporto della comunità internazionale.

Il finanziamento avviane nello stesso modo con cui vengono scambiate quote nel “mercato delle emissioni”, attraverso i “carbon credits”. La differenza sta nel fatto che i crediti ($) vengono dati ad un paese che ha rinunciato ad estrarre petrolio con l’ottica di investire su piani di sviluppo a lungo termini centrati su risorse rinnovabili (al minuto 2.20 del video c’è uno schema chiaro). Così facendo previene su un’area vasta lo sfruttamento della foresta pluviale e delle sue biodiversità, riduce le emissioni di gas serra, investe sul futuro.

Questa “iniziativa” è stata riletta, con sguardo da architetto, come progetto della sottrazione in questo articolo su Domus ed è ben argomentata anche qui.

"L’Amazzonia ecuadoriana promuove una prospettiva che non è né prescrittiva né limitata ai confini regionali. Il protocollo sottrattivo può essere adatto a molte parti del mondo in cui, per esempio, la diffusione dell’eccesso di costruzioni affronta dei mercati inefficienti; in cui l’attività edile si contrappone a problemi ambientali; in cui sarebbe saggio ritirarsi da terreni esausti e da pianure sommerse; o dove si prende in considerazione la tutela di territori particolari. Potrebbe risolvere il problema della diffusione delle costruzioni extralusso, così come potrebbe anche fornire qualche strumento di acquisizione meno violento e una maggiore tutela contro la perdita di potere negli insediamenti informali più depauperati. Inoltre, come il settore delle costruzioni, l’industria pesante della sottrazione edile diventa un nuovo mercato che produce lavoro e profitti. […] In Amazzonia, e anche in altri luoghi, gli architetti possono avere un posto proprio perché non forniscono una scienza materiale, ma una tecnica di sottrazione.

# diy # informal # reuse # temporary

ARQUITECTURA EXPANDIDA

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Arquitectura Expandida, as a collective is involved in the construction –social and physical- of the territory, trough processes of self-construction, communitarian design, inclusive/participatory design, recycling/up-cycling, resource and cultural management, urban research/action/selfmanagment.

The team of Arquitectura Expandida: Harold Guyaux (Architect. Belgium), Felipe González (Architect. Colombia), Ana López-Ortego (Architect and Cultural Manager. Spain) y Marina Tejedor (Humanist y Cultural Manager. Spain)
Web: arquitecturaexpandida.org 

# scaffold # temporary # suggestion

Pavillion Humanidade2012



Architecture: Carla Juaçaba/ General Conception and direction: Bia Lessa/ Light Designer: Paulo Pederneiras/ Project Team: Antonio Pedro Lins/ Pedro Varella/ Sergio Garcia-Gasco Lominchar/ Elsa Burgos de la Prida/ Execution: Abel Gomes
ArchitectureTrainees: Bárbara Cutlak, Rita d´Aguilar; Alvaro Pitas; Daniel Cuchicho
Fotographer: Leonardo Finotti
Client:Fiesp,Firjan, Fundação Roberto Marinho


2012. Ephemeral pavilion conceived with Bia Lessa, Humanidade 2012 for Rio+20, the recent international meeting held in Rio de Janeiro. We propose a scaffold building, translucent, exposed to all weather conditions: Light, heat, rain, sounds of waves and wind, reminding man of his frailty when compared to nature. The structure is composed of 5 structural walls measuring 170m in length and 20 meters high, with 5,40meters in between them, creating a suspended walkway over Rio’s landscape,

Interrupted when necessary by spaces meant for reflection and thought. The exhibitions rooms act as bracing of the whole structure, stiffening the structure as a whole. One of the main goals in architecture concerning sustainability is to build with what you have in hand. The materials we used are sustainable, meaning that everything is 100% reusable.The project composed by materials previously used, the scaffold leaves its usual place, as support structure, to become a building all by itself.

Other information:
http://europaconcorsi.com/projects/212939-Pavillion-Humanidade2012 
# lecture # reuse

Who’s in town? Rotor (Maarten Gielen ,Tristan Boniver)

# inhabiting # reuse

Power House Production / Power Row Houses

Tutto è incominciato con lo sgombero di una casa diventata, come accade a molte abitazioni abbandonate a Detroit, un covo di attività illegali.

[…]

Quando Gina Reichert e Mitch Cope, una coppia di architetti-artisti provenienti rispettivamente da Cincinnati e Detroit, si sono imbattuti nell’annuncio di vendita dell’abitazione, […]hanno subito deciso di intervenire.

E nel 2008, dopo aver visto il prezzo scendere da undicimila dollari fino a meno di duemila, l’hanno acquistata.

[…] 

Mentre nell’area si moltiplicavano i pignoramenti e aumentavano le case vuote, nel 2009 Reichert e Cope hanno registrato Power House Production come associazione non-profit, con l’obiettivo di contribuire a consolidare i rapporti con il vicinato.

[…] 

Aggiornare tecnologicamente, rimettere in uso e ripopolare abitazioni abbandonate costituisce un’alternativa alla strategia municipale che spera di bilanciare domanda e offerta demolendo case vuote e edifici degradati.

Mentre l’amministrazione spera di riportare il profitto in campo immobiliare restringendo il panorama attuale, Power House Production mira a espandere la possibilità della città rivitalizzando e attivando le sorgenti esistenti.

[…] 

Oggi, Project Row Houses gestisce tre programmi principali: Public Art, che comprende spazi per progetti artistici, una galleria pubblica e un programma per artisti in residenza a lungo termine; il Young Mother Residential Program, che offre alloggio, assistenza diurna e programmi di sostegno a ragazze madri che intendano proseguire gli studi superiori; infine, After School Arts Education Program per bambini e ragazzi del quartiere.

[…] 

Per molti versi, sia Project Row Houses sia Power House Production funzionano come agenzie immobiliari non-profit, contribuendo a finanziare e sviluppare soluzioni per abitanti e aree trascurate del mercato.

( tratto da: Domus n°962, 2012, Viva la crisi! )


http://thirdwardtx.com/
http://projectrowhouses.org/
http://www.powerhouseproject.com/ 
http://www.domusweb.it/it/news/domus-962-e-in-edicola/ 

paavo:

Wall Mart | Adrienne Lau

via BLDG BLOG

with New York as her project’s chosen location, Lau explored the spatial possibilities offered by informal street vending, eventually inverting, in her words, the concept of the floating market. Boat-like structures are, instead, routed through the sky via rails, lifts, and crossings bolted onto or otherwise suspended from the fronts of buildings.

As Lau describes it, “verticality links the street and midair” as “inverted boats trade with dangling pockets,” pockets that hold everything from bouquets of cut flowers to morning newspapers, and “plug-in units with hoppers and platforms” skate above the street on wall-mounted tracks.

The economy of street—or river—vendors thus becomes an interconnected maze of vertically stratified carts and platforms, more like transportation systems found in old mines than something on the horizon for contemporary New York City.

# bibliography
Frederic Druot, Anne Lacaton, Jean-Philippe Vassal, PLUS. Les grands ensembles de logements.Territoires d’exception, Gustavo Gili, Barcelona 2007. {

Frederic Druot, Anne Lacaton, Jean-Philippe Vassal, PLUS. Les grands ensembles de logements.Territoires d’exception, Gustavo Gili, Barcelona 2007.